Dolce beatitudine siete voi,più bianca
della neve e sperata speranza
concedete agli angeli la vostra bellezza
venuta sin qui per la mia vita stanca.
Misero me che degno non sono
nemmeno di un vostro sguardo d’Amore
misero me,nel mio gran dolore
curato nelle ferite dal perdono.
Donna del cielo,d’ardore parve vestita
nell’immensa sua aura celeste
verso la quale anelo con il mio spirito.
Certo è ben poco parlarvi senza merito
in poesia dal fare agreste
di chi da quaggiù,osserva voi così infinita.